Scansiona il tuo sito per problemi di accessibilita WCAG 2.1. 12 controlli automatici con spiegazioni in italiano semplice. Scopri se rischi sanzioni con l'European Accessibility Act.
12 controlli automatici
Ogni check segue le linee guida WCAG 2.1 del W3C, con esempio visuale di cosa significa pass o fail.
Testi alternativi descrittivi sulle immagini, leggibili da screen reader.
Rapporto testo/sfondo almeno 4.5:1 per il livello AA, leggibilita per ipovedenti.
Ogni input ha un'etichetta collegata, niente placeholder al posto del label.
Un solo H1 per pagina, niente salti di livello, struttura semantica corretta.
Lang dichiarato sul tag html, gli assistive tech sanno come leggere il testo.
Link iniziale per saltare il menu e arrivare al contenuto principale subito.
Testo visibile o aria-label sui bottoni icon-only, ogni controllo e chiaro.
Niente click qui o leggi di piu, il testo del link descrive la destinazione.
Ordine focus naturale del DOM, niente tabindex artificiali che spezzano il flusso.
Ruoli e attributi ARIA usati correttamente, validi rispetto alla specifica W3C.
Zoom utente non disabilitato, fino a 200% senza perdita di funzionalita.
Controlli audio e video, niente autoplay senza opzione di muto.
Cosa posso fare per te
Niente pitch, niente slide preconfezionate. Una call diretta dove ascolto il tuo caso e ti rispondo onestamente se la mia struttura fa al caso tuo. Se non conviene a nessuno dei due, te lo segnalo subito.
FAQ
EAA, WCAG, scadenze, sanzioni e cosa fare quando trovi i problemi. Per il resto si parla in discovery call.
E' la Direttiva UE 2019/882, recepita in Italia con il Decreto Legislativo 82/2022. Obbliga le aziende a rendere accessibili i propri prodotti e servizi digitali (siti web, app mobili, e-commerce, servizi bancari, telecomunicazioni) a tutte le persone con disabilita'.
Si applica alle aziende che non rientrano nella definizione di microimpresa (meno di 10 dipendenti e fatturato inferiore a 2 milioni di euro). Per le pubbliche amministrazioni italiane l'obbligo esiste gia' dalla Legge Stanca aggiornata e dal Decreto Legislativo 76/2020.
Le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.1 sono le linee guida internazionali del W3C per rendere accessibili i contenuti web. Sono organizzate in quattro principi: percepibile, utilizzabile, comprensibile, robusto. Ogni criterio ha tre livelli di conformita': A (minimo), AA (raccomandato dalla normativa), AAA (massimo).
Il livello richiesto dall'EAA e dalla normativa italiana e' AA. Significa, in concreto, contrasti adeguati, testi alternativi, navigazione da tastiera, etichette nei form, struttura semantica corretta, focus visibile, lingua dichiarata e altre regole tecniche misurabili. Lo strumento qui sopra ne controlla automaticamente una parte.
La data chiave e' il 28 giugno 2025: da allora i nuovi prodotti e servizi digitali immessi sul mercato europeo devono rispettare l'EAA. Per i servizi gia' esistenti e' previsto un periodo transitorio fino al 28 giugno 2030, ma l'adeguamento conviene farlo prima per evitare di trovarsi con un sito interamente da rifare.
Le pubbliche amministrazioni italiane sono obbligate da prima (Legge Stanca aggiornata e D.Lgs. 76/2020). Per chi opera nel B2C digitale, oggi 2026, la finestra di adeguamento e' gia' aperta e i competitor piu' attenti hanno gia' cominciato.
In Italia AgID (Agenzia per l'Italia Digitale) e' l'autorita' competente per la vigilanza. Il quadro sanzionatorio italiano del Decreto Legislativo 82/2022 prevede sanzioni amministrative pecuniarie commisurate alla gravita' e durata della violazione, con riferimenti percentuali al fatturato per i casi piu' gravi.
Per gli importi specifici e i casi applicabili la fonte ufficiale e' il decreto stesso e gli aggiornamenti AgID. Oltre alla parte economica conta il rischio reputazionale: il sito puo' essere segnalato pubblicamente come non conforme, ed e' un'informazione che oggi i clienti consultano. Per le aziende a maggior visibilita' e' spesso il deterrente piu' forte.
L'ambito di applicazione include e-commerce, servizi bancari e finanziari digitali, biglietterie e servizi di trasporto online, servizi di telecomunicazione, e-book e lettori digitali, siti e app della pubblica amministrazione. In pratica: se vendi o eroghi un servizio digitale rivolto a consumatori finali, ricadi quasi sicuramente nella normativa.
Sono escluse le microimprese (meno di 10 dipendenti e fatturato inferiore a 2 milioni di euro) che non operano nel settore pubblico. Anche se sei escluso per dimensione, l'adeguamento accessibilita' conviene comunque: migliora SEO, conversione, tempo medio sulla pagina e protegge da contenziosi futuri.
Lo strumento qui sopra analizza automaticamente i criteri WCAG 2.1 verificabili da pagine pubbliche: testi alternativi sulle immagini, gerarchia degli heading, etichette dei form, attributo lingua, uso del colore, focus visibile, contrasti, navigazione da tastiera. E' il punto di partenza che ti fa vedere il 70% dei problemi reali.
Per la conformita' piena servono anche test manuali con screen reader (NVDA, VoiceOver), navigazione completa solo da tastiera e idealmente test con utenti reali con disabilita'. Il report automatico ti dice cosa correggere subito; il resto si pianifica nel tempo. Se vuoi una verifica strutturata, vedi siti web professionali.
Si', per tre motivi pratici. Primo: l'accessibilita' e' segnale di qualita' per Google. Heading corretti, alt text, lingua dichiarata e struttura semantica sono SEO tecnico. Secondo: aumenta il bacino. In Italia il 5% della popolazione ha una disabilita' certificata e oltre il 20% ha bisogni di accessibilita' temporanei o situazionali (anziani, ipovedenti, contesti rumorosi).
Terzo: protezione futura. La normativa si sta espandendo, e adeguarsi ora con un sito nuovo costa meno che ricostruirlo dopo un intervento del legale o un contenzioso. Per chi sta progettando da zero, accessibilita' AA non e' un costo aggiuntivo: e' come va fatta la cosa.